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	<title>TheBolz</title>
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		La vita secondo il Bolz
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  <updated>2009-05-08T09:07:49Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Novità]]></title>
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          <![CDATA[
		  <div align="justify"><div align="justify">L'autore di questo defunto (Per motivi variegati e fondamentalmente pretestuosi..) Blog, vi invita all'ascolto della sua nuova creatura, Alt(R)a Fedeltà, programma Webradiofonico in onda ogni Martedi, alle ore 20.28 su http://www.fandangowebradio.it<br></div><font face="MS Sans Serif"></font><h2 style="padding-top: 0pt;" align="center"><img src="../../../mediamanager/sys.user/26147/radio_fandango.thumbnail.jpg"></h2>
<h2 style="padding-top: 0pt;" align="center">Alt(R)a&nbsp;Fedeltà</h2><div align="center">
						
							</div><p style="text-align: justify;" align="center">Divertente
come un CinePanettone, sconvolgente come un libro di Giacobbo, scomodo
come un divano Grankulla: Alt(R)a Fedeltà è il programma che ogni
settimana, puntuale come l’influenza autunnale, vi condurrà per mano
attraverso la giungla del qualunquismo urbano verso nuovi e luminosi
orizzonti di sapere.</p><div align="center">
</div><p align="center">Se la Radio generalista non vi regala più le emozioni di una volta.<br>
Se vi fidate solamente del web.<br>
Se le vostre classifiche arrivano sempre fino a 5.</p><div align="center">
</div><p align="center"><strong>Alt(R)a Fedeltà è il programma che fa per voi.</strong></p><div align="center">
</div><p style="text-align: justify;" align="center">Un programma ideato, prodotto e sapientemente orchestrato da Enrico Costantino e Sacha Dominis.</p><div align="center">
<strong>Ogni Martedi, ore 20.30 in diretta dal Caffè Fandango e su <a rel="#someid0" href="http://www.fandangowebradio.it/">www.fandangowebradio.it</a></strong><br><a href="http://www.altrafedelta.wordpress.com"><br><strong>http://www.altrafedelta.wordpress.com</strong></a><br></div>            </div>
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        <published>2009-05-08T08:38:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Deliri fantareligiosi]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p align=justify>&nbsp;<a href="http://www.gris-imola.it/psicosette/giochi_ruolo.php">http://www.gris-imola.it/psicosette/giochi_ruolo.php</a><br><br>Qui troverete un lungo e ricco delirio sui giochi di ruolo, che punta ad aprire gli occhi a quei poveri ignari genitori che ingenuamente credevano che i propri figli, dediti a Magic, D&amp;D ed affini fossero solo dei nerds senza una vita sociale. Niente di più sbagliato! Dietro alla voglia di calarsi nei panni di un Guerriero di livello 8 si annida una pericolossisima e scomoda verità.....ci stanno maniplando....e ne pagheremo tutti le conseguenze!<br>Eccezionale: lungo, ma divertente come un discorso di Borghezio.</p>
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        <published>2008-04-22T11:26:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Not in Italy (2): Peliculas para no Dormir]]></title>
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          <![CDATA[
		  &nbsp;<span class=postbody><img src="http://www.revistafantastique.com/images/noticias/PelisNoDormir.JPG" border=0></span> 
<p>[Progetto della TV spagnola che cerca di raccogliere in 6 puntate il meglio del cinema horror Iberico: buoni registi del presente (De la Iglesia, Balaguerò) assieme a leggende del passato (Ibanez Serrador): 6 film per la Tv che ricordano da vicino i "Masters of Horror" statunitensi: risultati altalenanti per un progetto nel complesso coraggioso.<br>Per il momento sono riuscito a vederne 4, spero di recuperare il prima possibile gli ultim due e completare la panoramica.</p>
<p><strong>Para Entrar a Vivir </strong>(Balaguerò)<br>Probabilmente il migliore del lotto, un'ora di tensione concentrata e azione serrata, pochisime cadute di tono per un film che colpisce nel segno: il sogno di una giovane coppia si trasforma in un attimo nell'incubo di una vita: atmosfere claustrofobiche e abile lavoro di regia per una buona opera horror IMHO superiore alla maggior parte dei lavori precedenti del regista.</p>
<p><strong>La Habitaciòn del Nino </strong>(De la Iglesia)<br>Chiari riferimenti a Kubrick (Shining) negli intenti di Alex de la Iglesia, un horror senza infamia nè lode, basato su una trovata abbastanza banale, ma realizzato piuttosto bene. Il paranormale che si intreccia con la vita di una giovane coppia fra le mura di una casa "Particolare".</p>
<p><strong>La Culpa</strong> (Ibañez Serrador)<br>Mediocre e noioso dall'inizio alla fine, il capitolo affidato a Ibanez Serrador non graffia e non aggiunge nulla di nuovo o degno di nota (Forse lo segnalerei a Ferrara come nuovo manifesto per la sua campagna... :D ). </p>
<p><strong>Regreso a Moira</strong> (Gil)<br>Esoterismo, tarocchi e echi dal passato per l'episodio di Mateo Gil: probabilmente non il peggiore, ma senz'altro lontano dalla sufficenza, non fa il lavoro che un buon horror dovrebbe fare (Spaventare lo spettatore), nè tantomeno lascia il segno meritando qualche menzione particolare.</p>
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        <published>2008-04-08T08:22:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Nuovi Talenti]]></title>
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          <![CDATA[
		   Spopolano in rete, fanno sfaceli nelle classifiche di tutto il mondo: i figlioletti dei reality-music-Show sono la nuova frontiera dell'intrattenimento a tutto tondo.<br>Direttamente dalla Bulgaria il nuovo fenomeno della rete...<br><br><embed src=http://www.youtube.com/v/AFqyiquFbPk&amp;hl=it width=425 height=355 type=application/x-shockwave-flash wmode="transparent"></embed>
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        <published>2008-04-03T08:16:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Not in Italy (1)]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p align=justify>Nuova rubrica: recensioni di film non pervenuti in Italia per motivi diversi, ma che, in un modo o nell'altro, meritano una visione. Se poi questo possa&nbsp;generare una riflessione sulle logiche perverse della distribuzione Italiana non so, ma probabilmente sfugge ai più il motivo per il quale dobbiamo sorbirci i vari Alien vs Predator vs Robocop vs Ralph Macchio mentre piccole chicche restano relegate al mercato dvd o completamente ignorate.<br><br><strong><font size=5>Hard Candy</font> </strong>(USA 2005 di David Slade)<br><span class=postbody><font size=2><img style="MARGIN: 0pt 10px 5px 0pt; WIDTH: 152px; HEIGHT: 198px" height=266 src="http://www.lafiaca.com/wp-content/hard_candy_poster.jpg" width=300 align=left><br>Di Splattercontainer la miglior mini-sinossi: <span style="FONT-STYLE: italic">Hard Candy è la storia del Lupo Cattivo che osserva Cappuccetto Rosso a lungo, la fa entrare nel bosco, la porta nella casetta, le regala le caramelle e poi la sbrana. Sì, ma chi è Cappuccetto Rosso e chi è il Lupo Cattivo?</span> <br><br>Hard Candy è l'opera prima di David Slade e Brian Nelson, (A breve di nuovo insieme nelle sale con "30 days of Night") e stupisce positivamente per l'inaspettata capacità di regista e sceneggiatore di riuscire ad affrontare in un modo nuovo e soprendente un tema difficile e scomodo come la pedofilia. L'intera pellicola potrebbe sembrare una piece teatrale, completamente incentrata sulle splendide interpretazioni dei due protagonisti (Un ottimo Patrick Wilson e un'immensa Ellen Page) e sulla eccelente costruzione dei dialoghi, il tutto arricchito da una regia pulita e mai invasiva: in sostanza un piccolo gioiello nascosto (Tanto nascosto che da noi non è neanche uscito, nè nelle sale nè in dvd) capace di fornire allo spettatore letture assolutamente diverse fra loro; in conclusione un thriller di ottima fattura, davvero degno di nota. <br><br>Voto: <strong>7.5</strong></font></span><br></p>
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        <published>2008-02-02T09:47:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Approfondimenti]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p align=center>&nbsp;<img style="WIDTH: 334px; HEIGHT: 205px" height=144 src="http://freeweb.lombardiacom.it/sito/images/campanile.gif" width=408><br><br><font size=4>Ricevuto pubblico quest'articolo sull'ex Guardasigilli che svela qualche piccolo (E sospettabile) retroscena della sua vita da editore del giornale più letto di Ceppaloni: Il Campanile.<br>Non sta diventando un blog monografico, ma ultimamente l'argomento-Mastella mi piace parecchio....ah, come non amare quell'istrionica faccia da schiaffi!</font></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=justify><font face="Times New Roman"><span style="FONT-SIZE: 12pt"><em><font size=2>Il Ministro della Giustizia, Clemente <span class=SpellE>Mastella</span> e sua moglie Sandra <span class=SpellE>Lonardo</span> hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia <span class=SpellE>Camilleri</span>. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></font></em></span></font></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=justify><font face="Times New Roman"><span style="FONT-SIZE: 12pt"><em><font size=2>Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama <span class=SpellE>Udeur</span>. L’<span class=SpellE>Udeur</span>, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama “Il Campanile”, con sede <span class=GramE>a Roma, in Largo <span class=SpellE>Arenula</span> 34</span>. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia <span class=GramE>un’altro</span> nei pressi di Largo <span class=SpellE>Arenula</span>. Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”. <o:p></o:p></font></em></span></font></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=justify><font face="Times New Roman"><span style="FONT-SIZE: 12pt"><em><font size=2>A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:PersonName w:st="on" ProductID="la stampa. Ogni">la stampa. Ogni</st1:PersonName> anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente <span class=SpellE>Mastella</span>, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro <span class=GramE>all’</span>anno. Sapete con chi? Con <span class=SpellE>Mastella</span> Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. <o:p></o:p></font></em></span></font></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=justify><font face="Times New Roman"><span style="FONT-SIZE: 12pt"><em><font size=2>Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. <span class=GramE>Infatti</span> Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra <span class=SpellE>Lonardo</span> <span class=SpellE>Mastella</span>, Elio <span class=SpellE>Mastella</span> e Pellegrino <span class=SpellE>Mastella</span>, nell’ordine. Tra l’altro, Elio <span class=SpellE>Mastella</span> è appassionato di voli. Era quello che fu <span class=GramE>beccato mentre</span> volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente <span class=SpellE>Mastella</span>, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco <span class=SpellE>Rutelli</span>. Ed Elio <span class=SpellE>Mastella</span>, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di <span class=SpellE>Rutelli</span>, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino <span class=SpellE>Mastella</span> e sua moglie Alessia <span class=SpellE>Camilleri</span> <span class=SpellE>Mastella</span>, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’<span class=SpellE>Udeur</span>. Siamo nell’aprile del 2006. <o:p></o:p></font></em></span></font></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=justify><font face="Times New Roman"><span style="FONT-SIZE: 12pt"><em><font size=2>Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De <span class=SpellE>Magistris</span>, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste <span class=SpellE>Poseidon</span> e <span class=SpellE>Why</span> <span class=SpellE>Not</span>, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De <span class=SpellE>Magistris</span>? Quello <span class=GramE>a cui</span> il ministro della Giustizia, Clemente <span class=SpellE>Mastella</span>, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. <span class=GramE>Infatti</span> Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri <span class=GramE>alla Dolciaria Serio</span> e al <span class=SpellE>Torronificio</span> del Casale, aziende di <span class=SpellE>Summonte</span>, il paese dei cognati del ministro: Antonietta <span class=SpellE>Lonardo</span> (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato <span class=SpellE>Udeur</span> Pasquale Giuditta. <o:p></o:p></font></em></span></font></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align=justify><font face="Times New Roman" size=1><span style="FONT-SIZE: 12pt"><em><font size=2>Ma torniamo un attimo agli spostamenti. <st1:PersonName w:st="on" ProductID="La Porsche Cayenne">La <span class=SpellE>Porsche</span> <span class=SpellE>Cayenne</span></st1:PersonName> (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino <span class=SpellE>Mastella</span> fa benzina per 2.000euro <span class=GramE>al</span> mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di <span class=SpellE>Ceppaloni</span>, <span class=GramE>vicino a</span> Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità. La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’<span class=SpellE>Inail</span>, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente <span class=SpellE>Mastella</span>. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani <span class=SpellE>immobiliaristi</span> d’assalto: Pellegrino ed Elio <span class=SpellE>Mastella</span>.<br></font><br></p>
<p class=section1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Times New Roman" size=3><span style="FONT-SIZE: 12pt">Mauro <span class=SpellE>Montanari-Corriere</span> d’Italia/News ITALIA PRESS <o:p></o:p></span></font></p></em></span></font>
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        <published>2008-02-01T08:49:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Aggiornamento]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p align=justify><embed src=http://www.youtube.com/v/bndKciRlJyw&amp;rel=1 width=425 height=355 type=application/x-shockwave-flash wmode="transparent"><br><br>Aggiungo il video, questo è senza dubbio il "Momento Comico" del 2008, sfido chiunque a trovare qualcosa di più divertente: "Fra l'amicizia e la verità in questo momento raccolgo i frammenti di verità politica"; Clemente ti adoro...<br><br></p></embed>
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        <published>2008-01-25T10:23:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Lentamente Muore]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p align=justify><span style="FONT-FAMILY: Vladimir Script"><font face=Tahoma size=2><strong><img src="http://www.liberaopinione.it/data/news/01/070211-mastella.jpg"><br><br></strong>Lentamente muore<br>chi diventa schiavo dell'abitudine,<br>ripetendo ogni giorno<br>gli stessi percorsi,<br>chi non cambia la marcia,<br>chi non rischia e cambia colore dei vestiti,<br>chi non parla a chi non conosce.<br><br>Muore lentamente<br>chi evita una passione,<br>chi preferisce il nero sul bianco<br>e i puntini sulle "i" piuttosto che<br>un insieme di emozioni,<br>proprio quelle che fanno brillare gli occhi,<br>quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,<br>quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.<br><br>Lentamente muore<br>chi non capovolge il tavolo,<br>chi è infelice sul lavoro<br>chi non rischia la certezza per l'incertezza<br>per inseguire un sogno,<br>chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli<br>sensati.<br><br>Lentamente muore<br>chi non viaggia,<br>chi non legge,<br>chi non ascolta musica,<br>chi non trova grazia in se stesso.<br><br>Muore lentamente<br>chi distrugge l'amor proprio<br>chi non si lascia aiutare;<br>chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna<br>o della pioggia incessante.<br><br>Lentamente muore<br>chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,<br>chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,<br>chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.<br><br>Evitiamo la morte a piccole dosi<br>ricordando sempre che essere vivo<br>richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di<br>respirare.<br><br>Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento<br>di una splendida felicità<br><br>P. Neruda<br><br><strong>MA CHE CAZZO C'ENTRA?</strong></font></span></p>
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        <title type="html"><![CDATA[Senza mezze misure]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p align=justify>Ieri all'età di 28 anni è morto Heath Ledger (Suicidio? Morte accidentale? Overdose? Non è dato saperlo...), oggi è comparso questo simpatico comunicato della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fred_Phelps">Chiesa Battista di Westboro</a>, una specie di setta radicale anti-omosessuale, anti-musulmana, anti-ebrea, anti-cattolica&nbsp;(E mo' chi lo dice al Papa?) e chi più ne ha più ne metta, che sta facendo proseliti nel mondo occidentale grazie alla sapienza di&nbsp;Fred Phelps, suo leader indiscusso.<br><br>Vi allego la locandina che parla di Ledger, ma assicuro a tutti che vale la pena di farsi un giro sui siti della Chiesa di Westboro...<br><img src="http://www.pinknews.co.uk/images/godhatesfagsledger.jpg"><font size=2>&nbsp;</font></p>
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        <published>2008-01-23T10:53:00Z</published>
        <updated>2008-01-23T10:53:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Cinema]]></title>
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          <![CDATA[
		  <p align=justify>Non sono ancora pronto, questo è certo; ieri, narcotizzato sul divano, dopo la visione di un film russo del '66 (Dolgaya schastlivaya zhizn, per chi fosse interessato a recuperarlo), in bilico fra due allettanti alternative: seguire&nbsp;l'esempio del&nbsp;regista e suicidarmi senza starci troppo a pensare o proseguire la mia serata sotto il piumone, ho scelto con riluttanza la seconda ipotesi, trascinandomi come uno zombie (O un attore della Russia sovietica del '66, fate voi...) fino alla branda.<br>Non sapevo cosa mi sarei perso. Cosa mi programma Ghezzi per le 5 del pre-epifania? Il capolavoro dell'ermetismo antivisivo francese: Urla in favore di Sade! Vi allego la recensione trovata sul sito della rai, non avrei mai creduto che la mente umana potesse arrivare a tanto...e che qualcuno ci scrivesse sopra anche qualche riga...<br><br>P.S: anche Debord, regista del film è morto suicida nel '94, ieri il buon Enricone traboccava allegria...<br><br><em><strong>Hurlelements&nbsp;en faveur de Sade</strong><br>(Urla in favore di Sade, 1952, b/n, 57')<br>scritto e realizzato da Guy Debord<br>&lt;&lt;E' un lungometraggio completamente privo di immagini, il suo unico supporto è costituito dalla colonna sonora. Durante la proiezione dei dialoghi, lo schermo è uniformemente bianco. I dialoghi, la cui durata complessiva non supera la ventina di minuti, sono a loro volta dispersi per brevi frammenti in un'ora di silenzio (di cui ventiquattro minuti consecutivi costituiscono la sequenza finale). Durante la proiezione dei silenzi lo schermo resta assolutamente nero.&gt;&gt; Guy Debord<br>L'opera prima (ma sarebbe meglio dire “zero”) di Guy Debord, morto suicida nel 1994, azzeramento (oltrepassamento?) totale dell'immagine. Versione originale con sottotitoli italiani.<br></em><br></p>
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        <published>2008-01-06T11:30:00Z</published>
        <updated>2008-01-06T11:30:00Z</updated>
        
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